La blockchain consente – attraverso un registro digitale aperto – di tenere sotto controllo in maniera sicura la tracciabilità degli alimenti. I dati, oltretutto, sono sempre consultabili e dunque verificabili in ogni fase della catena di approvvigionamento. La blockchain non solo rappresenta un’opportunità per i consumatori (che potranno aumentare la consapevolezza sui territori di origine e le filiere di valorizzazione), ma anche per i produttori, che potranno monitorare in modo più dettagliato i mercati di destinazione e dunque adottare le strategie migliori per accrescere il proprio business.
Il confronto ha visto protagonisti al tavolo dei relatori il sindaco Massimo Coppola con le altre fasce tricolori del territorio, il Gal “Terra Protetta” e le aziende protagoniste del progetto. I lavori, moderati dalla professoressa Teresa Del Giudice, hanno ospitato anche gli esperti Luca Mauriello (Projenia) e il professore Francesco Marinello, del Dipartimento Tesaf dell’Università di Padova, oltre alle associazioni di categoria. In collegamento video anche l’assessore regionale all’agricoltura Nicola Caputo. Un progetto sperimentale con aziende agricole (“Maria Persico” e “Pasquale Esposito”) che si sono messe in discussione a fare da apripista.