La blockchain consente – attraverso un registro digitale aperto – di tenere sotto controllo in maniera sicura la tracciabilità degli alimenti. I dati, oltretutto, sono sempre consultabili e dunque verificabili in ogni fase della catena di approvvigionamento. La blockchain non solo rappresenta un’opportunità per i consumatori (che potranno aumentare la consapevolezza sui territori di origine e le filiere di valorizzazione), ma anche per i produttori, che potranno monitorare in modo più dettagliato i mercati di destinazione e dunque adottare le strategie migliori per accrescere il proprio business.

 

Il confronto ha visto protagonisti al tavolo dei relatori il sindaco Massimo Coppola con le altre fasce tricolori del territorio, il Gal “Terra Protetta” e le aziende protagoniste del progetto. I lavori, moderati dalla professoressa Teresa Del Giudice, hanno ospitato anche gli esperti Luca Mauriello (Projenia) e il professore Francesco Marinello, del Dipartimento Tesaf dell’Università di Padova, oltre alle associazioni di categoria. In collegamento video anche l’assessore regionale all’agricoltura Nicola Caputo. Un progetto sperimentale con aziende agricole (“Maria Persico” e “Pasquale Esposito”) che si sono messe in discussione a fare da apripista.

 

 

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“PSR Campania 2014/2020. MISURA 19 – Sviluppo locale di tipo Partecipativo – LEADER. Sottomisura 19.2. Tipologia di intervento 19.2.1 “Strategie di Sviluppo Locale” sottomisura 16.1- Azione 2, Progetto Terra Sorrentina - CUP E11B20001310009”

Il progetto

Implementazione e creazione di strumenti innovativi attraverso un sistema di Blockchain per la tracciabilità dell'olio extravergine di oliva DOP della penisola sorrentina e del limone di Sorrento IGP.

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